Diabete: "Informarsi per prevenirlo e curarlo"
13 novembre 2019

Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, nata nel 1991 in risposta alla crescente sfida alla salute posta dal diabete. 

“La data – spiega il Dott. Gianluigi Panzolato, Responsabile del reparto di medicina dell’Ospedale San Pellegrino - corrisponde al giorno data di nascita di Frederick Banting (il co-scopritore dell'insulina con Charles Best nel 1922) premi Nobel per la Medicina. In realtà il loro primo "paziente" in quella Toronto fu un cane. Da tempo avevano intuito che la causa della malattia fosse la carenza insulinica. La grande difficoltà fu isolare l'ormone, purificarlo ed immetterlo in una soluzione. Riusciti in questa impresa fecero la prima infusione e osservarono in brevissimo tempo un netto miglioramento.  Un aspetto molto diverso, a quel tempo era dato dalla presentazione della malattia, infatti i pazienti diabetici erano magrissimi con l'aspetto dei denutriti. Questo perchè mancando dell'insulina non potevano assimilare i carboidrati interrompendo l'apporto calorico fondamentale di tali nutrienti. Sta di fatto che con l'insulina il cane migliorò e sopravvisse, lo stesso con le dovute differenze di dosaggio, accadde per gli uomini, modificando in modo decisivo la storia della malattia”.

Certo, fortunatamente da allora molto è cambiato, anche se la diffusione della malattia ha raggiunto percentuali impensabili fino a 2 decenni fa: “Oggi non tutti prendono l'insulina e il pensiero comune non contempla di vedere molti diabetici magri a spasso. Infatti nel tempo la classificazione è cambiata, semplificando al massimo si possono definire categorie: diabete insulino dipendente e diabete non insulino dipendente”.

Attualmente, in Italia la rete di cura della patologia è assai vasta e assolutamente all'avanguardia nel mondo. Questo non significa che i diabetologi italiani siano i migliori, ma solo che lavorano in una organizzazione (ambulatori diabetologici, oltre ai reparti) che rende capillare il sistema di cura. Tra gli scopi vi è quello di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete, una patologia grave e diffusa che può essere prevenuta e curata grazie all’adozione di un corretto stile di vita e, a volta con semplici interventi farmacologici. “La malattia può presentarsi anche direttamente con le sue complicanze (renali, oculari, neuropatia) definite del piccolo circolo, oppure manifestarsi con il riconoscimento di altre complicanze, quelle cardiovascolari, definite della grande circolazione che sono peraltro quelle più diffuse. Facile dunque comprendere come la prevenzione o, almeno il rapido riconoscimento siano un punto cruciale”. Tuttavia anche se l'indirizzo alimentare sembra semplice si mantiene solo con molta difficoltà e spesso per breve tempo. “Eppure basterebbe che filtrasse il messaggio: più calo di peso meno la malattia potrà danneggiarmi per rendere l'efficacia del trattamento sarebbe molto più concreto”. Nonostante negli ultimi anni la terapia abbia ricevuto un forte impulso con l'uscita di nuovi prodotti, l'alimentazione e l'attività motoria rimangono il più efficace metodo per allungare la sopravvivenza e ridurre le complicanze. “Questo concetto è cruciale perchè comunque il diabete miete le sue vittime. Altro luogo comune è rappresentato dalla figura del paziente diabetico visto come pacioso, buongustaio, allegro, in parte questa figura corrisponde a certi canoni, ma la malattia riduce la sopravvivenza significativamente, in particolare nelle forme non compensate. Mi rendo conto che è un messaggio duro. Si tenga conto tuttavia che la mortalità per malattie cardio vascolari, principale causa di decesso per i pazienti diabetici, rappresenta una delle primissime cause di morte”.   

Per i cittadini mantovani è attivo dal 1987 l'Ambulatorio diabetologico negli Ospedali di Castiglione delle Stiviere e Volta Mantovana, che offre visite per pazienti esterni e consulenze specialistiche con un taglio multidisciplinare con l'ausilio di Dietista e Psicologa che insieme allo specialista e l'infermiere dedicato costituiscono il Team Diabetologico. Nello specifico in questi Ambulatori oltre al Dott. Gianluigi Panzolato prestano la loro opera: Dr.ssa Irene Fossà, Dott.ssa Amalia Robustelli, Dott.ssa Federica Zamboni, Dott.ssa Valentina Cavalieri, Diabetologhe-Endocrinologhe. Dr.ssa Simona Ginetti e Dr.ssa Stefania Pincella, Dietiste, Chiara Zaninelli e Alessandra Pinelli, Infermiere Professionali e Dott.ssa Caterina Biani Psicologa.

Attività focali dell’Ambulatorio sono rappresentate dal controllo dei valori glicemici medi (emoglobina glicosilata) che non si esprimono più con la sola glicemia dal momento che rimane legata solo al controllo domiciliare, che attualmente si avvale anche dell'utilizzo dei sensori. Il lavoro sempre più difficile si lega alla condivisione di stili di vita corretti che include la consapevolezza della malattia rispetto ad alimentazione, attività motoria, aderenza terapeutica, controlli adeguati. 

"La squadra è cresciuta nel tempo - conclude Panzolato - considerando che molti specialisti sono diventati parte integrante -portante della struttura diabetologica. Basti pensare a Cardiologi-Emodinamisti, Chirurghi dedicati alla diagnostica vascolare, Ortopedici e Nefrologi. Tutto mantenendo la voglia di imparare che deriva oltre che dalla consapevolezza che non si fa mai abbastanza, ma anche dalla evidenza che la ricerca avanza e occorrono molte “teste” per applicarne i contributi".